IX SIMPOSIO INTERNAZIONALE DI VULCANOSPELEOLOGIA

Resti dell'antico “Campanarazzu” sepolto dall’Eruzione del 1669

Franco Politano e Fabio Santonocito

Centro Speleologico Etneo, Via Cagliari, 15 - 95127 Catania, Italia


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RIASSUNTO
Il lavoro si propone di descrivere un sito di interesse speleologico, denominato dagli abitanti di Misterbianco: "Campanarazzu". Tale sito si trova in provincia di Catania e trattandosi di una chiesa è molto probabile che il termine "campanarazzu" sia dovuto alle imponenti dimensioni del campanile.

È un contributo alla conoscenza di strutture edificate dall’uomo che in seguito ad invasioni laviche sono state in parte distrutte e che hanno conservato degli ambienti sotterranei parzialmente integri con collegamenti in superficie che consentono l’accesso e il successivo studio nell’ambito della speleologia urbana.

Nel redigere tale lavoro non ci siamo limitati ad una descrizione del sito speleologico, bensì abbiamo eseguito un rilievo fotografico di parti poco conosciute (come una pregiata colonna). Abbiamo ricostruito graficamente un modello tridimensionale dell'antica chiesa tramite elaborazione CAD, assegnando delle altezze esplicative (anche al campanile) in modo da far risaltare le parti costruttive esistenti da quelle ormai andate distrutte.

A tutt'oggi, nel territorio Etneo si conoscono pochi esempi con tali peculiarità che per la loro singolare ubicazione e costituzione rivestono un’importanza non solo nazionale, ma anche al livello internazionale.


SUMMARY
This study aims to describe a site of speleological interest known to the residents of Misterbianco as "Campanarazzu." Located in the province of Catania, the site is the remains of a church; the name "Campanarazzu" likely derives from the imposing size of its bell tower.

This work contributes to the understanding of man-made structures that were partially destroyed by lava flows yet retained partially intact underground spaces; surface connections to these areas allow for access and subsequent study within the field of urban speleology.

Beyond merely describing the speleological site, we conducted a photographic survey of lesser-known features (such as a fine column). We also created a 3D graphic model of the ancient church using CAD software, assigning heights—including to the bell tower—to clearly distinguish existing structural elements from those that have been destroyed.

To date, few examples with such characteristics are known in the Etna region; due to their unique location and composition, they are of both national and international significance.