Un altarino a cui rivolgersi quando l’allarme antiaereo segnava la fine della quiete e l’inizio della paura. Varcando l’ingresso del rifugio all’interno di un palazzo residenziale di via Daniele, a due passi da via Plebiscito, quella sensazione, scandita dall’incessante plic delle infiltrazioni d’acqua che goccia dopo goccia cade sul terreno, si prova ancora. Nel bunker antiaereo realizzato all’interno di una cava di sabbia rossa sotterranea che attraversa il cuore di Catania erano previste un’infermeria, due latrine e posti a sedere per circa mille persone. Il pensiero va subito al conflitto in Ucraina, dove i civili sono costretti a rifugiarsi nei bunker per sfuggire agli attacchi russi. «I protagonisti della storia possono rivendicare dei diritti…» e «Oggi non ci sono italiani di ponente…», alcune delle scritte impresse sui muri continua...