franco politano: una persona, tante persone in una


MUSEUM.DIÀ II° CONVEGNO INTERNAZIONALE DI MUSEOLOGIA

Chronos, Kairòs e Aion. Il tempo dei musei

Atti dell’Incontro Internazionale di Studi

Roma, Museo Nazioale Romano alle Terme di Diocleziano

26-28 MAggio 2016

I ragazzi e i musei, da utenti passivi a protagonisti attivi: il caso della valorizzazione di un vecchio rifugio antiaereo in un liceo scientifico di Catania

Salvo Castro, Francesco Mannino, Franco Politano, Elvira Tomarchio

Centro Speleologico Etneo, Comitato Antico Corso, Officine Culturali



RIASSUNTO
Il cuore di tutto è un rifugio antiaereo abbandonato, proprio al centro del Liceo Scientifico E. Boggio Lera di Catania, che a sua volta è proprio al centro di diversi quartieri popolari storici e a due passi dal Monastero dei Benedettini. Il tema dell'abstract è il progetto di recupero partecipato del rifugio, da costruire con studenti, docenti, operatori culturali e abitanti del quartiere. Si cambia modo di fruire della narrazione museale.
Il Liceo è collocato all'interno del Monastero della S.S. Trinità, nel cuore tardo barocco della città di Catania. Dopo la confisca da parte dello Stato, avvenuta in seguito alle cosiddette leggi eversive del 1866, l'edificio è stato adibito a diverse funzioni, tra cui sede della Questura. Proprio a seguito di questo utilizzo vi fu edificato nel 1937 un rifugio antiaereo per preservare dagli effetti dei bombardamenti anglo-americani i dipendenti degli uffici e gli abitanti dei quartieri limitrofi. Abbandonato subito dopo la guerra, il rifugio oggi è un ambiente dismesso incastonato tra i due livelli principali del Liceo, in totale stato di abbandono seppure in condizioni tutto sommato accettabili. Per il Liceo gli ambienti rappresentano uno straordinario dispositivo narrativo multi-tematico, capace di raccontare innanzitutto la storia della II Guerra Mondiale, il significato che i bombardamenti ebbero per la popolazione civile, gli umori dei “rifugiati” riscontrabili dalle iscrizioni sui muri, le tecniche e le attrezzature per la depurazione dell'aria in caso di attacchi chimici, il rapporto architettonico tra interventi moderni e architetture storiche.
Ma non solo.
Il progetto di recupero del Rifugio Antiaereo produrrà la apertura di uno spazio interno alla scuola finora abbandonato, da trasformare in un “laboratorio” di produzione di contenuti storici capaci di raccontare al territorio (residenti dei quartieri limitrofi, comunità locale, turisti) un pezzo significativo della storia contemporanea del territorio stesso, mediante un processo creativo fatto di ricerca ma soprattutto di elaborazione di nuovi contenuti narrativi (testi accattivanti, grafiche efficaci, audiovisivi d'impatto, comunicazione digitale e sociale). L'inevitabile e auspicato incontro con le testimonianze dei residenti del quartiere (anziani ricoverati nel Rifugio e loro discendenti), nonché il tema della gravità delle guerre, aprirà ad una nuova relazione extrascolastica, multiculturale e fortemente orientata all'inclusione sociale.
Ed ancora.
L'innovazione e la spinta al cambiamento costituite dal progetto non sono solo da individuarsi nella caratteristica assai rara della presenza di un rifugio antiaereo all'interno di un istituto scolastico, quanto anche nel processo di coinvolgimento attivo degli studenti per la creazione di contenuti e la progettazione di attività di fruizione del sito. Il progetto costituirà un forte elemento di attrattività innanzitutto proprio per i ragazzi, che potranno approdare alle materie curricolari (storia, chimica, fisica, disegno, etc.) attraverso un dispositivo nuovo, un “laboratorio” che li stimolerà a nuovi rapporti con la scuola e con le sue attività tradizionali. Potere essere i soggetti, in sodalizio con i propri compagni, che hanno partecipato alla genesi del progetto esecutivo, alla sua costruzione passo passo, alla sua verifica in itinere, alla sua conclusione e trasformazione in strumento operativo di narrazione storica, creerà una dimensione attiva, necessaria ad attivare senso di appartenenza e partecipazione, così indispensabile per appassionare e coinvolgere gli adolescenti (Bollo – Gariboldi, 2008).
SUMMARY
At the heart of it all lies an abandoned air-raid shelter situated right in the middle of the E. Boggio Lera Scientific High School in Catania—a school itself located at the center of several historic working-class neighborhoods and just a stone's throw from the Benedictine Monastery. The subject of this abstract is a participatory restoration project for the shelter, developed in collaboration with students, teachers, cultural professionals, and local residents. It represents a shift in how museum narratives are experienced.
The high school is housed within the Monastery of the Most Holy Trinity, in the Late Baroque heart of Catania. Following its confiscation by the State—a result of the so-called "subversive laws" of 1866—the building served various functions, including housing the Police Headquarters. It was precisely due to this use that an air-raid shelter was built there in 1937 to protect office staff and residents of the surrounding neighborhoods from the effects of Anglo-American bombing raids. Abandoned immediately after the war, the shelter is now a disused space wedged between the school's two main levels; while completely neglected, it remains in reasonably good condition. For the school, these spaces offer an extraordinary multi-themed narrative tool capable of recounting the history of World War II, the impact of the bombings on the civilian population, the sentiments of those who took shelter—revealed through wall inscriptions—the air purification techniques and equipment used during chemical attacks, and the architectural relationship between modern interventions and historic structures.
But that is not all.
The project to restore the air-raid shelter will open up a previously abandoned space within the school, transforming it into a "laboratory" for producing historical content. This space will tell the local area—including residents of neighboring districts, the local community, and tourists—a significant part of the territory's contemporary history. This will be achieved through a creative process involving research and, above all, the development of new narrative content (engaging texts, effective graphics, impactful audiovisuals, and digital and social media communication). The inevitable and welcome interaction with the personal accounts of neighborhood residents—such as elderly individuals who took shelter there and their descendants—combined with the serious theme of war, will foster new relationships beyond the classroom. These connections will be multicultural and strongly oriented towards social inclusion.
Furthermore.
The innovation and drive for change inherent in this project lie not only in the rare feature of having an air-raid shelter within a school but also in the active involvement of students in creating content and designing how the site is experienced. The project will be a major draw, particularly for the students themselves; it offers a new way to engage with curriculum subjects (history, chemistry, physics, technical drawing, etc.) through a "laboratory" that encourages a fresh relationship with the school and its traditional activities. By working alongside their peers to shape the project—from its initial conception and step-by-step construction to its ongoing assessment, completion, and transformation into a tool for historical storytelling—students will play an active role. This fosters a sense of belonging and participation, which is essential for sparking enthusiasm and engagement among adolescents.(Bollo – Gariboldi, 2008)

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