Sinossi della commedia “Si vede, se vede” di Franco Politano

  Opera teatrale originale, in italiano, in unico atto.
La commedia prende spunto dalla scoperta di tanti falsi ciechi. Il protagonista è Carmelo, il falso cieco, che, dovendosi presentare a una visita di controllo e temendo di essere smascherato, si reca a trovare il Segretario, segretario di un’associazione di ciechi e componente della commissione medica, per cercare una raccomandazione.
Carmelo si presenta dal Segretario con la scusa di aver ricevuto la classica lettera elettorale, nella quale proprio il Segretario gli si rivolge scrivendo: “Caro amico... la ringrazio... sono a sua disposizione... ecc. ecc.”. In nome di questa amicizia (i due, in realtà, non si conoscono) e del fatto che gli abbia dato il voto (anche se il Segretario non viene eletto), Carmelo ritiene di avere diritto al ricambio del favore.

Il Segretario è un integerrimo assertore della legalità e della lotta contro chi usufruisce di agevolazioni che non gli spettano, fingendosi cieco.

Il protagonista, però, nasconde il vero scopo della sua visita, fingendo di essere preoccupato per la sorte di un conoscente, in gravi condizioni economiche a causa delle spese sostenute nel tentativo di riacquistare la vista e che non vuole perdere l’assegno di pensione. Il fatto che Carmelo ci veda lo mette continuamente in difficoltà nel fingere di essere cieco in presenza di persone realmente non vedenti e teme, in ogni momento, di tradirsi.
Alla fine non riesce nel suo intento e cambia strategia, ammettendo una parziale verità e dichiarando di essere lui la persona in questione, ma di vedere pochissimo. Il Segretario si convince che Carmelo sia in buona fede e decide di aiutarlo, sempre nel rispetto della legalità, consigliandogli di farsi assistere da Clara, un’avvocata non vedente e con un cane guida, per un eventuale ricorso.

A partire dalla seconda scena, Carmelo intuisce, dai discorsi tra il Segretario e Giacomo (ipovedente, centralinista e tuttofare), che nei locali dell’associazione sta lavorando la signora Maria, sua vicina di casa, che si occupa delle pulizie. Durante la commedia, la signora Maria entra più volte nell’ufficio per vari motivi e Carmelo, temendo che possa smascherarlo, finge ogni volta che gli sia caduto qualcosa per terra e quindi si abbassa rapidamente, mettendosi “a gattoni”, con la faccia vicino al pavimento.
Alla fine Carmelo viene riconosciuto dalla signora Maria, che gli chiede un passaggio con la sua macchinetta 50, che ha visto parcheggiata fuori dall’edificio.

La commedia tratta l’argomento dal punto di vista del falso cieco, che non vuole perdere il godimento di un vitalizio e che percepisce la legalità come un sopruso nei suoi confronti, mentre considera chi la fa rispettare non come una persona che fa il proprio dovere, ma come un impiccione e un prevenuto.
Inoltre, in una scena si assiste a un colloquio tra Clara e Lucilla, una ragazza cieca, risoluta e senza peli sulla lingua, sulle problematiche che una persona non vedente incontra nei rapporti con i normodotati, a causa dell’ignoranza e della scarsa sensibilità.

Anche in questa commedia, come ho fatto nell’opera “Anche le farfalle amano il vento”, colgo l’occasione, all’interno dei dialoghi, per inserire argomenti contro i pregiudizi e la “cecità” nei confronti della persona diversamente abile.      Franco Politano